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La crisi finanziaria come la Grande Depressione? Per David Leonhardt non cos Purtroppo per noi, il capo della redazione di Washington del New York Times sostiene che la recessione degli anni Trenta conteneva in s le premesse per il boom economico successivo; mentre l crisi non presenta alcuna base su cui costruire il futuro economico degli Stati Uniti.

Nonostante la miseria post Grande Depressione, scrive Leonhardt, negli anni Trenta l americana ha fatto degli enormi passi in avanti: sono stati inventati la televisione e il nylon, furono commercializzati i frigoriferi e le lavastoviglie, le ferrovie divennero pi veloci e le strade furono migliorate. Come sostiene lo storico Alexander Billig Canada Goose Sale Field, gli anni Trenta stati il decennio con pi progressi tecnologici del decennio.

Spesso gli economisti differenziano tra fluttuazioni di breve termine e cambiamenti strutturali. Nessun decennio pi contraddittorio (in questo senso) degli anni Trenta: al contempo, caratterizzato da una delle peggiori fluttuazioni del ventesimo secolo e responsabile per alcuni dei cambiamenti strutturali pi importanti di sempre.

Alla luce dei problemi odierni, sarebbe confortevole trovare risposte nella storia ma se c da imparare qualcosa dagli anni Trenta che, come allora, l congiuntura economica caratterizzata da un insieme di problemi di breve (la crisi finanziaria) e di lungo termine (il rallentamento nella creazione di nuovi settori industriali, la stagnazione nel campo dell e la rapida crescita di settori ambivalenti, come quello finanziario e sanitario). Ci si pu dunque chiedere se gli Stati Uniti non siano entrati in una fase di crescita economica negativa, in cui l tasso di disoccupazione sar un problema strutturale.

Venerd il dipartimento del Lavoro ha riferito che la creazione di nuovi posti di lavoro a settembre stat modesta e che il tasso di disoccupazione rimasto stabile al 9,1%. Un recente sondaggio condotto dalla sede regionale di Filadelfia della Federal Reserve, prevede che questo non scender al di sotto del 7% prima del 2015 che dopo, solo raramente sar inferiore al 6 per cento.

Non troppo tempo fa, un tasso di disoccupazione del 6% sarebbe stato considerato disastroso, nota Leonhardt. Tra il 1995 e il 2007, il tasso ha superato il 6% per un totale di cinque mesi nel 2003 e non ha mai neppure sfiorato il 7%. Per il Times, la crisi finanziaria si dunqueaggiunta a quella strutturale e le due ora traggono linfa l dall Stati Uniti sono in un periodo molto simile a quello attraversato dall negli ultimi vent sono ricchi ma in difficolt L disoccupazione alimenter le paure di un declino. L politica diventer come lo gi tumultuosa. E molti rimarranno senza lavoro.

Circa 6,5 Moncler Sale milioni di persone sono senza lavoro da almeno sei mesi, scrive il quotidiano. Dal 2008, diversi altri milioni di persone hanno abbandonato la speranza di trovare un nuovo posto di lavoro. Il dato core sulla disoccupazione sottolinea il nesso tra crisi economica di lungo e di breve termine: molti hanno perso il loro lavoro per la crisi, tanti rimarranno senza lavoro anche dopo che l avr ricominciato a crescere. Anzi nota Leonhardt diverranno un peso per la ripresa.

Per adesso, la causa principale della depressione economica rimane la crisi finanziaria. Anche se i dettagli differiscono da ciclo a ciclo, il risultato delle fluttuazioni in genere, lo stesso: (stando a uno spesso citato studio di Carmen Reinhart e Kenneth Rogoff) un decennio caratterizzato da un alto tasso di disoccupazione. E siccome Reinhart e Rogoff fissano al 2007 la data d della crisi, questo vuol dire che sono trascorsi solo 4 anni dall della crisi.

Ovviamente, fare previsioni catastrofiche sull dell americana un azzardo, scrive il capo della redazione di Washington del New York Times. Negli ultimi 50 anni, i disfattisti hanno affermato che l stava perdendo terreno nei confronti di Unione sovietica, Giappone e Germania; solo per essere successivamente smentiti.

Gli Stati Uniti continuano a godere di alcuni vantaggi che nessuna nazione, inclusa la Cina, pu vantare: il miglior network di venture capital, uno stato di diritto stabile, una cultura che celebra l di rischi e un senza pari per emigranti. Questi punti di forza sono spesso la forza dietro la nascita del prossimo settore industriale di punta anche nei momenti di difficolt quanto accaduto negli anni Trenta; quanto si ripetuto negli anni Novanta con internet.

Ciononostante, nota Leonhardt, i motivi di preoccupazione oggi sono numerosi. Anche prima dell della crisi finanziaria, l americana non stava attraversando un momento particolarmente felice. La creazione di nuovi posti lavoro non riusciva a tenere il ritmo dell demografica, e la quota di Parajumpers Long Bear adulti Canada Goose Jacke regolarmente impiegati cal Mentre per coloro con lavoro, la crescita dei salari stentava a tenere il passo dell cercare di dare una spiegazione unitaria a ci che sta accadendo, secondo il Times, non resta che guardare a quanto successo negli anni Trenta. Allora gli Stati Uniti stavano aumentando la loro capacit produttiva, in parte grazie all di alcune inefficienze ma perlopi grazie all di nuove tecnologie. Quei cambiamenti, uniti all legata allo sforzo bellico relativo al secondo conflitto mondiale, erano le premesse per il boom del Secondo dopoguerra. Oggi invece l non ha fatto molto per migliorare la sua capacit produttiva, nota il Times. Ha ridotto le inefficienze e migliorato la produttivit ma non ha portato allo sviluppo di alcun nuovo settore industriale dove possano trovare impiego il gran numero di lavoratori in eccesso. Per Leonhardt, non c alcuna versione contemporanea del boom delle ferrovie del 1870; non c una nuova industria paragonabile a quella automobilistica degli anni Venti; e nemmeno una nuova internet.

Una spiegazione pu essere trovata nelle competenze dei lavoratori americani. Secondo il quotidiano, gli Stati Uniti sono l paese industrializzato che negli ultimi trent non ha aumentato il numero di lavoratori laureati. E, a peggiorar la situazione, Washington ha deciso di non accogliere buona parte dei ricercatori e degli imprenditori desiderosi di stabilirsi negli Stati Uniti.

Il rapporto tra competenze e successo economico nazionale non un indicatore esatto, nota Leonhardt. Ma Australia, Nuova Zelanda, Canada e buona parte dell settentrionale hanno fatto dei grandi passi in avanti a livello di formazione dagli anni Ottanta e i loro tassi di disoccupazione una volta superiori a quello americano sono adesso inferiori.

Oltre all l americana sembra soffrire anche di un di risorse approssimativo parte non controllabile da Washington (il riferimento alla svalutazione dello yuan da parte della Cina). Ma perlopi attribuibile a tre settori in larga parte improduttivi come quelli finanziario, sanitario e immobiliare.

Il sistema di assistenza sanitaria americano cresciuto a dismisura e gli Stati Uniti adesso spendono per ogni individuo il 50% in pi di qualsiasi altra nazione, ma i risultati sono deludenti. Il contrasto sembra dunque suggerire l di sacche di inefficienza. Nel frattempo nel settore finanziario il volume degli scambi aumentato a dismisura senza per aver migliorato gli standard di vita.

Leonhardt dunque si chiede se le risorse impiegate in questi settori non possono trovare un in qualche altro settore. Finanza, sanit e settore immobiliare contribuiscono alla creazione di posti lavoro nel breve termine ma non assicurano nulla nel lungo. In questo, differiscono da quei settori che nei boom del passato hanno fatto da traino per l economia. Si unisce al coro l di Harvard Lawrence Katz, problema del settore sanitario simile a quello del finanziario: gente di talento spreca tempo in attivit improduttive Stati Uniti ha sempre rimpiazzato le industrie meno dinamiche con altre pi produttive. La sostituzione della carrozza con la macchina non ha comportato problemi. Oggi invece nota il Times l crea diversi problemi macroeconomici; ma questi sarebbero anche tollerabili. Il vero problema che all non si vedono nuovi settori industriali che possano servire da traino per l economia. Per Katz, problema non sono i licenziamenti quanto la mancanza di assunzioni la storia dovesse ripetersi, la situazione dovrebbe prontamente migliorare, sostiene Leonhardt. Ma per adesso le prove per un tale ottimismo sono poche e l lontana milioni di posto di lavoro da poter esser considerata sana.

Una trimestrale migliore del previsto (anche se chiusa in perdita a causa della riforma fiscale Usa), previsioni per un altro anno record e un rialzo del dividendo. Sono questi i fattori che nel dopo mercato a Wall Street hanno permesso al titolo Intel di correre. Gli investitori non sembrano preoccupati dalle falle nei chip del gruppo (e non solo) rese pubbliche a inizio anno e che virtualmente chiamano in causa ogni pc al mondo. Su questo fronte Intel si è limitato a dire che Spectre e Meltdown „potrebbero avere un impatto negativo sui nostri risultati, sulla relazione con i clienti e sulla reputazione“.

Come spesso accade a un presidente americano di turno, anche Donald Trump avrebbe voluto abbellire la Casa Bianca con un quadro speciale. Lui avrebbe voluto quello di Vincent Van Gogh intitolato „Landscape with Snow“ del 1888. Per questo il suo staff lo ha chiesto in prestito al museo Guggenheim di New York. La curatrice Nancy Spector, però, una sua critica, ha risposto al presidente americano di non potere soddisfare la sua richiesta ma gli ha offerto un’alternativa, al quanto ironica: un water perfettamente funzionante, con tanto di tavoletta e tubi di scarico rivestiti d’oro luccicante. E‘ l’opera dell’italiano Maurizio Cattelan che Canada Goose DE nel 2016 fu installata in uno dei bagni del museo al quarto piano per essere usata dai visitatori proprio per fare pip“ o pupù.

Alla vigilia della sua partenza per Davos (Svizzera), dove da oggi sarà protagonista del World Economic Forum, Donald Trump si è detto pronto a un interrogatorio sotto giuramento con il procuratore speciale incaricato di guidare il Russiagate. Sempre che i suoi legali gli diano il via libera visto che sono loro ad essere impegnati a trattare i termini della testimonianza. Separatamente, Trump ha anticipato che nel suo discorso della settimana prossima sullo Stato dell’Unione, annuncerà un piano infrastrutturale da 1.700 miliardi di dollari ossia 700 milioni in più di quanto si era stimato fino ad ora.