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Nasdaq Omx Group, la societ che controlla il listino tecnologico di Wall Street, ha visto salire del 15% i profitti del secondo trimestre, grazie a un aumento del fatturato generato da attivit sempre pi diversificate.

La societ ha riportato profitti per 101 milioni di dollari, 59 centesimi per azione, contro gli 88 milioni, 52 centesimi per azione, dell’anno scorso. Escludendo le voci straordinarie, l’utile salito da 62 a 70 centesimi. Il fatturato cresciuto del 16% a 523 milioni di dollari. Gli analisti attendevano profitti per 68 centesimi per azione su un giro d’affari di 517 milioni.

La divisione di servizi al mercato ha fatto da traino al fatturato, generando vendite per 202 milioni, in rialzo del 6,3%, mentre quella che si occupa di soluzioni tecnologiche ha visto salire il fatturato del 44% a 138 milioni. Nasdaq nel trimestre ha riacquistato titoli propri per 93 milioni e ha rimborsato debito per 100 milioni.

Nessun tono minaccioso o attacco diretto, solo un piccolo sassolino nella scarpa che Donald Trump si è voluto togliere criticando i media che diffondo fake news, raccongliendo un coro di bu dalla platea. Per il resto il discorso del presidente americano al World Economic Forum di Davos, in Svizzera, è stato molto bilanciato e ha puntato a presentare al mondo le opportunità per le aziende che vogliono investire negli Stati Uniti. Insomma, quello che Trump e i suoi ripetevano da un paio di settimane, tutte le volte che qualcuno gli chiedeva di cosa avrebbe parlato il presidente.

Una trimestrale migliore del previsto (anche se chiusa in perdita a causa della riforma fiscale Usa), previsioni per un altro anno record e un rialzo del dividendo. Sono questi i fattori che nel dopo mercato a Wall Street hanno permesso al titolo Intel di correre. Gli investitori non sembrano preoccupati dalle falle nei chip del gruppo (e non solo) rese pubbliche a inizio anno e che virtualmente chiamano in causa ogni pc al mondo. Su questo fronte Intel si è limitato a dire che Spectre e Meltdown „potrebbero avere un impatto negativo sui nostri risultati, sulla relazione con i clienti e sulla reputazione“.

Come spesso accade a un presidente americano di turno, anche Donald Trump avrebbe voluto abbellire la Casa Bianca con un quadro speciale. Lui avrebbe voluto quello di Vincent Van Gogh intitolato „Landscape with Snow“ del 1888. Per questo il suo staff lo ha chiesto in prestito al museo Guggenheim di New York. La curatrice Nancy Spector, però, una sua critica, ha risposto al presidente americano di non potere soddisfare la sua richiesta ma gli ha offerto un’alternativa, al quanto ironica: un water perfettamente funzionante, con tanto di tavoletta e tubi di scarico rivestiti d’oro luccicante. E‘ l’opera dell’italiano Maurizio Cattelan che nel 2016 fu installata in uno dei bagni del museo al quarto piano per essere usata dai visitatori proprio per fare pip“ o pupù.
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