nike air max classic bw shop Actavis pone fine a guerra del botox

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La guerra per aggiudicarsi il Botox sembra essere finita.

L’irlandese Actavis ha annunciato l’accordo per comprare l’americana Allergan per 66 miliardi di dollari, molto di pi dei 53 miliardi messi sul piatto in un takeover ostile dalla canadese Valeant Pharmaceuticals International insieme all’hedge fund manager Bill Ackman, che ieri si consolato con profitti da 2,2 miliardi di dollari (per il 9,7% in Allergan la sua Pershing Square Capital Management ha speso circa3,7 miliardi di dollari, 128,12 dollari per ognuna delle quasi 29 milioni di azioni comprate. Quella partecipazione ora vale oltre 6,32 miliardi).

In base al prezzo di chiusura di venerd scorso (198,65 dollari), la transazione di Actavis valuta Allergan 219 dollari per azione, troppo per la rivale che da sei mesi stava facendo il possibile per riuscire a mettere le mani sul produttore californiano del Botox.

„Valeant non pu giustificare ai propri azionisti il pagamento di 219 dollari o pi per ogni azione Allergan“, ha detto il numero uno Michael Pearson aggiungendo: „Rimarremo focalizzati nel garantire risultati organici solidi e nel valutare opportunit di acquisizioni cos come abbiamo sempre fatto: in modo prudente, disciplinato e nel migliore interesse per gli azionisti“.

In base all’accordo, per ogni azione Allergan il numero uno di Actavis Brent Saunders, in carica da meno di sei mesi ha deciso di offrire 129,22 dollari in contanti e 0,3683 azioni proprie. Pi di quanto offerto dalla rivale canadese e pari a 72 dollari in contanti e 0,83 azioni Valeant per un valore di ogni azione Allergan di 183,39 dollari.

L’unione delle due societ creer una delle 10 maggiori aziende farmaceutiche del mondo per ricavi (23 miliardi all’anno) con sinergie per almeno 1,8 miliardi di dollari. L’operazione ha ricevuto il via libera unanime dei consigli di amministrazione a Dublino e a Irvine (California).

„La transazione fornisce agli azionisti di Allergan un valore notevole ed immediato cos come l’opportunit di partecipare al potenziale di crescita del gruppo combinato“, ha dichiarato in una nota David Pyott, amministratore delegato di Allergan.

La popolarit del Botox ha reso il suo produttore una preda attraente per chi punta ad ampliare il proprio portafoglio. L’intesa siglata ieri arriva un mese prima da quella che doveva essere l’assemblea degli azionisti Allergan voluta dall’investitore attivista Bill Ackman per mettere ai voti la decisione di sostituirne il cda con un altro pi favorevole ad accettare l’offerta di Valeant.

Ora che a Valeant non resta altro che alzare bandiera bianca, ci si domanda quale sar la prossima preda. La Pershing Square Capital Management di Ackman, l’architetto della desiderata scalata, recentemente diventato azionista di Zoetis. Che questo sia il prossimo target dei canadesi?

Nessun tono minaccioso o attacco diretto, solo un piccolo sassolino nella scarpa che Donald Trump si è voluto togliere criticando i media che diffondo fake news, raccongliendo un coro di bu dalla platea. Per il resto il discorso del presidente americano al World Economic Forum di Davos, in Svizzera, è stato molto bilanciato e ha puntato a presentare al mondo le opportunità per le aziende che vogliono investire negli Stati Uniti. Insomma, quello che Trump e i suoi ripetevano da un paio di settimane, tutte le volte che qualcuno gli chiedeva di cosa avrebbe parlato il presidente.

Una trimestrale migliore del previsto (anche se chiusa in perdita a causa della riforma fiscale Usa), previsioni per un altro anno record e un rialzo del dividendo. Sono questi i fattori che nel dopo mercato a Wall Street hanno permesso al titolo Intel di correre. Gli investitori non sembrano preoccupati dalle falle nei chip del gruppo (e non solo) rese pubbliche a inizio anno e che virtualmente chiamano in causa ogni pc al mondo. Su questo fronte Intel si è limitato a dire che Spectre e Meltdown „potrebbero avere un impatto negativo sui nostri risultati, sulla relazione con i clienti e sulla reputazione“.

Come spesso accade a un presidente americano di turno, anche Donald Trump avrebbe voluto abbellire la Casa Bianca con un quadro speciale. Lui avrebbe voluto quello di Vincent Van Gogh intitolato „Landscape with Snow“ del 1888. Per questo il suo staff lo ha chiesto in prestito al museo Guggenheim di New York. La curatrice Nancy Spector, però, una sua critica, ha risposto al presidente americano di non potere soddisfare la sua richiesta ma gli ha offerto un’alternativa, al quanto ironica: un water perfettamente funzionante, con tanto di tavoletta e tubi di scarico rivestiti d’oro luccicante. E‘ l’opera dell’italiano Maurizio Cattelan che nel 2016 fu installata in uno dei bagni del museo al quarto piano per essere usata dai visitatori proprio per fare pip“ o pupù.
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