air max 2003 Auto e casa come bazar della contraffazione

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LIVORNO. Abiti, scarpe e accessori contraffatti. La loro casa nel centro cittadino era un vero e proprio bazar del falso (così come l’auto): finiscono nei guai due cittadini di nazionalità senegalese, di cui uno clandestino.

Le fiamme gialle sequestrano ai due uomini circa 200 prodotti. Tutto parte dalla „bancarella“ di uno dei due, di 60 anni, fatta nei pressi di un supermercato nella zona Picchianti: in vendita capi di abbigliamento, scarpe contraffatte, cd in violazione della normativa di tutela dei diritti d’autore.

I finanziaeri, quindi, sequesrano tutta la merce esposta e decidono di perquisire anche una Fiat 600 parcheggiata nelle vicinanze del supermercato e adibita a deposito della merce contraffatta. All’interno, nascosti, c’erano sacchi di plastica contenenti calzature sportive recanti marchi „Adidas“, „Nike“, giubbotti „Colmar“, „Belstaff“, „North Sails“, „Napapijri“ e borse „Michael Kors“ e „O Bag“. Gli approfondimenti dei militari hanno poi consentito di individuare l’abitazione del senegalese, in un appartamento nel centro cittadino. La casa è stata perquisita: in una struttura esterna alla casa vengono ritrovati, abilmente nascosti, occhiali „Gucci“ e „Ray Ban“ e cd rom musicali.

Il senegalese viene portato in caserma: è risultato clandestino. E‘ stata immediatamente avviata la procedura per l’emissione di un ulteriore provvedimento di espulsione ed il senegalese è stato denunciato per i reati di commercio di prodotti contraffatti, ricettazione e violazione dei diritti d’autore.

Ulteriormente, i finanzieri hanno verificato che l’autovettura utilizzata dal senegalese fermato era, in realtà, di proprietà del cognato, anch’egli sessantenne senegalese, sul territorio dello da circa 15 anni, con regolare permesso di soggiorno. Questi, ospitando il clandestino nell’abitazione da lui locata con regolare contratto di affitto, si è reso responsabile del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, oltre che di concorso nei reati di ricettazione, contraffazione e violazione

dei diritti d’autore. Inoltre il „cognato“ aveva fatto risultare che la sua casa era il luogo dove faceva commercio, non denunciando quanto avrebbe dovuto (risulta evasore totale, per glia anni antecedenti al 2014). La questura sta valutando se mantenergli o meno i permesso di soggiorno.
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